Scrittori d’estate a Vignola

5 lug

Due incontri a luglio in centro storico con le rivelazioni letterarie dell’anno

Ospiti della libreria La Quercia dell’Elfo il vj Alessandro Cattelan e la candidata allo Strega Silvia Avallone, due tra le migliori rivelazioni letterarie dell’anno.

Primo incontro il 9 luglio, in Piazza dei Contrari a Vignola a partire dalle ore 21.30, con Alessandro Cattelan, autore del recente e fortunato Zone rigide, uscito per Mondadori. Il popolare vj sarà intervistato da Paola Roli.

Che cosa pensano gli uomini? Anzi, con che cosa pensano? Dopo tutti i diari di tutte le Bridget Jones, ecco Zone rigide. Un punto di vista squisitamente, sfacciatamente maschile (“noi uomini mastichiamo tabacco e lo sputiamo sui vostri cofanetti di Sex and the City!”) sulla vita, l’amore, il sesso.

Il sesso, per l’appunto. Alessandro, il protagonista di questo romanzo, è appena stato lasciato dalla fidanzata, e si abbandona a una serie di spericolate avventure erotiche. E fin qui niente di strano. Ma davvero eccezionale è il modo in cui ce le racconta, con un realismo svergognato ed esilarante, che non risparmia goffaggini e poco onorevoli cadute di stile.

Ma l’Alessandro innamorato non può fare a meno di pensare a Viola, a come e perché è finita con lei, al fatto che “la coppia è peggiorativa” e ci si appiattisce sempre verso il peggiore dei due, o a quanto l’ossessione della perfezione possa rovinare un rapporto.

Alessandro Cattelan, uno dei migliori talenti della radio e della televisione italiana, ha scritto un libro spudorato, cinico, divertentissimo, un romanzo sentimentalmente scorretto, senza filtri fra la testa e la pagina, che rivela finalmente quello che gli uomini non dicono. E che le donne forse preferirebbero non sapere.

Ospite importante mercoledì 21 luglio, a partire dalle ore 21.30, in Piazza Boncompagni: Silvia Avallone presenterà il suo romanzo d’esordio, candidato al Premio Strega 2010, Acciaio, pubblicato da Rizzoli. Dialogherà con l’autrice Alberto Bertoni, docente di letteratura italiana contemporanea all’Università di Bologna.

Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d’uscita. Poi un giorno arriva l’amore, però arriva male, le poche certezze vanno in frantumi e anche l’amicizia invincibile tra Anna e Francesca si incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta un’Italia in cerca d’identità e di voce, apre uno squarcio su un’inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.

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