Tolse una vena al posto dell’ernia. Medico vignolese a processo
7 ott
Dalla Gazzetta di Modena di MERCOLEDÌ, 07 OTTOBRE 2009
Pagina 25 – Provincia
Ha l’ernia, operato a una gamba
Medico a processo. Lui attende un risarcimento da quattro anni
di Claudia Benatti
VIGNOLA. Si è aperto il processo per lesioni colpose che vede imputato il dottor Edoardo Cariani. Ieri mattina udienza di smistamento e il giudice ha riconvocato le parti per il prossimo 26 gennaio per l’istruttoria dibattimentale. La vicenda riguarda un’operazione sbagliata cui è stato sottoposto un operaio vignolese, Tiziano Tinti di 58 anni, nel novembre del 2005; operaio che lamenta come, a 4 anni di distanza dal fatto, nessuno abbia ancora pagato il risarcimento.
Come acclarato dalla perizia dei dottori Aldo Rossi e Savino Pelosi, consulenti del pubblico ministero Giuseppe Tibis, in quell’occasione Tinti avrebbe dovuto vedersi sistemare un’ernia e invece l’equipe chirurgica guidata dal dottor Cariani gli asportò la vena safena di una gamba. L’intervento venne eseguito ai poliambulatori dell’ospedale di Vignola in regime di day-surgery.
Preso atto dell’errore, Tinti aveva poi incaricato l’avvocato Fausta Valdiserra come difensore di fiducia. Nel febbraio del 2006 viene sporta querela presso la caserma dei carabinieri di Vignola, trasmessa poi a maggio alla Procura. Nello stesso mese di maggio, il magistrato incaricato delle indagini, il dottor Giuseppe Tibis, affida l’incarico ai due consulenti perchè effettuino una perizia. Il legale di Tinti invia successivamente due solleciti e nel dicembre del 2008 la perizia viene depositata: il documento attesta l’errore commesso. Ora toccherà al giudice stabilire, con il processo iniziato ieri, se la responsabilità sia dell’imputato oppure no. Il dottor Cariani, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni, è pronto a chiarire tutto nel corso del processo ed è scosso e provato per quanto accaduto. Parallelamente al procedimento penale, era stata avviata anche una causa civile con l’obiettivo di chiedere e ottenere un adeguato risarcimento per il danno subìto (Tinti dovette poi ritornare in ospedale per farsi operare all’ernia che nel primo intervento non era stata toccata). Nella causa civile sono attualmente sei le parti costituite: il dottor Cariani, l’Azienda Usl, i Poliambulatori di Vignola, altri due medici chiamati in causa e le Assicurazioni Generali. «Nessuno però si è ancora dichiarato disponibile a versare il risarcimento dovuto malgrado siano già trascorsi ben 4 anni dal fatto» ha spiegato Tiziano Tinti.
«Invece di litigare fra loro – aggiunge l’avvocato Valdiserra – bisognerebbe che risarcissero il paziente, visto che l’errore c’è e su questo dubbi non ve ne sono. Poi, al limite, potrebbero in un secondo tempo trovare un accordo tra di loro o avviare le azioni di rivalsa. Quello che chiediamo è che al paziente, vittima senza ombra di dubbio di un errore, sia riconosciuto quanto dovuto».
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