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Testamento biologico, sì al registro a Pavullo

Dalla Gazzetta di Modena SABATO, 30 MAGGIO 2009

Pagina 29 – Provincia

Testamento biologico, sì al registro

Saranno raccolte le ultime volontà, uno dei primi casi in Italia

La maggioranza: servizio alla comunità

Opposizione contraria – Muzzarelli: si creerà una grande confusione

PAVULLO. Il Comune di Pavullo sarà uno dei primi d’Italia a dotarsi di un registro per le dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari nel fine vita, conosciute come testamento biologico. Lo ha deciso il consiglio comunale con il voto compatto della maggioranza e la contrarietà dell’opposizione, che però ha visto fra le sue fila anche due astenuti. «Il Comune sarà il luogo dove i cittadini potranno rendere pubbliche le loro volontà sulle cure che vogliono o non vogliono ricevere» spiega Alessandro Tebaldi capogruppo dei Democratici per Pavullo.

«Riteniamo questo un gesto di grande civiltà e un servizio per la comunità – spiega Tebaldi – i cittadini potranno avere un luogo dove depositare e rendere evidenti le proprie volontà sulle cure che vogliono o non vogliono ricevere nel fine vita, in modo che, al momento opportuno, non sorgano controversie. Non sarà però il luogo dove redigere il testamento biologico, poichè ciò non potrebbe essere possibile; il Comune sarà il luogo dove sottoscrivere una dichiarazione autenticata riguardante il fatto che esistono volontà nel fine vita. Il dispositivo si aggancia alla legge vigente, che naturalmente avrà sempre la prevalenza». Nettamente contrario al provvedimento approvato è invece il capogruppo dell’opposizione del Castello, Gian Luca Muzzarelli. «La legge sul testamento biologico – dice Muzzarelli – è già stata approvata dal Senato e si attende l’approvazione alla Camera. Un po’ di pazienza non avrebbe guastato. Per questo c’era da aspettarsi una posizione contraria da parte dei cattolici della maggioranza. Sul caso in questione, invece, proprio loro hanno decretato il successo dell’iniziativa, nata su specifica proposta di deliberazione del consigliere Bernardetta Graziani, eletta con la maggioranza, ma spesso in disaccordo con essa. Solo un mese fa il Pd di Pavullo aveva boicottato un incontro sul tema; cosa è accaduto in questo lasso di tempo? Semplicissimo: la Graziani ha sfruttato una debolezza: un suo emendamento allo statuto della Comunità Montana che aveva moltissime probabilità di essere approvato con conseguenze distruttive per la Giunta. Così la Graziani ha ritirato l’emendamento a fronte dell’impegno del presidente Tebaldi a portarlo avanti in Comunità Montana, in cambio ricevendo la possibilità di far passare il provvedimento sul testamento biologico. Quello che è però inverosimile è il ruolo dello stesso Tebaldi. Cattolico fervente, si è lasciato cadere nell’ingranaggio e, non solo ha votato a favore, ma ha fatto opera di apostolato per convincere altri. È vero che le ragioni della politica spesso non coincidono con le ragioni della morale, ma riteniamo che ci sia un limite da non superare. Il provvedimento consente di raccogliere dichiarazioni di volontà libere e la confusione che si potrebbe generare è massima, così come i rischi per i medici che dovrebbero attuare o sospendere i trattamenti richiesti; idratazione ed alimentazione, possono, purtroppo, formare oggetto del testamento; nel testo non vi è riferimento alla inviolabilità e indisponibilità del diritto alla vita; manca un riferimento normativo; non esiste limite temporale alla validità delle dichiarazioni». (giancarlo cappellini)

maggio 30, 2009 - Pubblicato da Lorenzo Costanzini | pavullo, sanità, servizi, società | | Ancora nessun commento.

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