I negozianti: «Il Comune non ci ascolta»
Dalla Gazzetta di Modena di SABATO, 30 MAGGIO 2009
Pagina 28 – Provincia
Marano. Le associazioni di categoria Confesercenti, Confcommercio, Cna, Lapam: «Decide senza consultarci»
I negozianti: «Il Comune non ci ascolta»
Il sindaco Salici smentisce: «Il dialogo c’è sempre stato»
MARANO. Le associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Lapam e Cna dichiarano guerra al Comune. Il permesso negato ad una sala giochi in virtù di un regolamento comunale approvato nei mesi scorsi è lo spunto di un attacco frontale sulla assoluta mamcanza di concertazione. Il sindaco Salici respinge l’addebito.
«Mancato confronto su regolamenti già deliberati che interessano le attività economiche, come è avvenuto per le sale giochi, mancato confronto su iniziative già attuate, come il mercatino del cambio-scambio, che si svolge la terza domenica del mese, iniziato a maggio e che durerà fino a novembre, decisioni assunte dal Comune e senza un preventivo confronto con le associazioni economiche».
Questa la posizione delle associazioni che si dicono «esasperate dai ripetuti comportamenti di supponenza».
«Rileviamo – proseguono – nel sindaco e nell’amministrazione di Marano, il ripetersi di un comportamento e di un atteggiamento che riteniamo non degno di un’amministrazione che ha un dovere di lealtà verso i cittadini con la sacrosanta aspettativa di vedersi tutelati, nei propri diritti, e se titolari di un’attività economica, negli investimenti destinati allo sviluppo delle loro imprese. Dobbiamo rimarcare come, su diversi regolamenti che disciplinano le attività economiche, o su decisioni che interessano le piccole e medie imprese, non sia mai stato avviato un confronto con le nostre associazioni».
Interpellato, il sindaco Salici si dice sorpreso: «Perchè ora? Il regolamento sulle sale giochi risale a mesi fa. E’ vero, lo approvammo rapidamente, ma in risposta alle esigenze poste dai genitori che si erano lamentati di una sala giochi in passato aperta vicino alla scuola. Abbiamo fissato un limite di 400 metri da zone sensibili, quale appunto la scuola, ed un cliente Confcommercio, un barista che voleva aprire una sala giochi, deve essersi lamentato, perchè ho ricevuto la telefonata piccata di Confcommercio. Per il resto il dialogo c’è sempre stato: a settembre l’associazione Magica ha definito il programma delle iniziative a sostegno del commercio».
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