Luciano Pavarotti, una voce così grande

12 set

Luciano Pavarotti

Il 6 settembre 2007 si è spento Luciano Pavarotti, sicuramente il modenese, e assieme l’uomo di spettacolo italiano, più famoso al mondo.

Infatti, alla notizia della sua scomparsa, annunciata come prima notizia da tutti i media internazionali, da ogni angolo del pianeta è sorto un moto di commozione generale, secondo solo, in questi ultimi anni, a quello seguito alla morte di Papa Giovanni Paolo II.

Dotato di una voce con straordinarie prerogative timbriche, Pavarotti l’ha saputa valorizzare in oltre 40 anni di carriera, in cui ha eccelso nelle interpretazioni delle opere liriche del periodo pre-romantico di Bellini e Donizetti.

Ma come dimenticare il suo amore per Puccini e in particolare per quella Bohème con cui ha debuttato, poi ripetuta più volte assieme all’altra granda modenese Mirella Freni … e il suo marchio con cui è divenuto di fama mondiale, il Nessun dorma della Turandot?!

Ha avuto poi la geniale intuizione, nell’ultimo ventennio, di aprire la lirica dai loggioni dei teatri al pubblico più vasto della musica pop, duettando e valorizzando composizioni che gli artisti scrivevano per l’occasione.

Per questo era amatissimo da tutte le generazioni, che presso il Duomo di Modena l’hanno salutato prima in migliaia alla camera ardente, poi in un funerale con le più alte personalità politiche e dello spettacolo mondiali e continueranno a farlo presso la sua umile tomba nel cimitero di Montale.

5 Risposte to “Luciano Pavarotti, una voce così grande”

  1. ciccaci settembre 12, 2007 a 7:09 pm #

    Puzzava da vivo… chissà che ce sta in ca bara!

  2. ash66 settembre 13, 2007 a 9:08 am #

    interessante punto di vista. Forse sarebbe stato anche interessante approfondire i motivi per cui puzza in modo da dare più valore all’affermazione di cui sopra.

    cmq, in occasione del secondo anniversario di VPM, si potrebbe ro raccogliere tutti i commenti più rilevanti del blog in una pubblicazione da tramandare a futura memoria, a cominciare da quelli delle ultime 48 ore:

    - Ma che cazzo stai addì!! …mavvaffanculo!!!
    - aò, ma non vedete che non ce state a capì n cazzo!
    - Annate tutti a fanculo, pure Grieg e Siberius.
    - Puzzava da vivo… chissà che ce sta in ca bara!

    devo ancora capire se questa è satira, un simpatico modo per dare importanza alle affermazioni (nulle) di Paltrinieri o la concreta applicazione dell metodo Tafazzi.

  3. wiren settembre 13, 2007 a 9:40 am #

    Sì in effetti noto anche io un certo decadimento -diciamo così- nei commenti, forse dovuto al contrasto tra il solito tono satirico e la pregevolezza degli ottimi interventi di Lorenzo Costanzini, che nelle persone predisposte alle battute solleva sempre qualche prurito.

    Ad ogni modo, sappiate che il commento di “ciccaci” è una citazione dal film “Compagni di scuola” di Verdone, una battuta pronunciata dall’attore Angelo Bernabucci interpretante, in quella pellicola, il personaggio Walter Finocchiaro. Sembra una frase terribile, ma nel suo contesto originario è espressione di un particolare sapore agrodolce del film, sospeso tra risate grasse da un lato e dall’altro profonde, ed appunto amare, riflessioni, che ne hanno fatto un piccolo capolavoro, sicuramente il lavoro migliore di Verdone.

    Per il resto, comunque, penso che in un blog ci sarà sempre posto per tutto, il lettore “alto” ignorerà i commenti bassi, quello predisposto alla dissacrazione viceversa, non penso che nessuno si debba offendere, o anche semplicemente pretendere una uniformità di linea nei commenti, la direzione di un blog può stare, al massimo e semmai, negli articoli, anche se un blog come il nostro almeno sino adesso ha sempre ospitato tutti, anche quelli che non la pensavano come la redazione, proprio per dare spazio, far girare un po’ d’aria nelle stanze asfittiche della politica ma anche delle vita di tutti i giorni, tanto con i commenti poi ognuno può dire la sua, se poi qualcuno “spreca” questo potere per fare battute possiamo al massimo dispiacercene ma non credo prendere iniziative, se non ribattere con intellingenza come hai fatto tu.

    Chiudo con un salutone e un abbraccio proprio a te Vincenzo ti leggo sempre molto volentieri, benritrovato.

  4. marat75 settembre 13, 2007 a 9:51 am #

    Io questa volta voglio andare oltre i permalosismi che ritengo davvero eccessivi e unirmi al commiato di Luciano Pavarotti.

    A suo modo ci ha fatto sentire orgogliosi di essere italiani.

    Per dire qualcosa di diverso non ritengo giusto, come accade sempre in queste situazioni, trasformare quello che dovrebbe essere un addio doloroso e triste in uno spettacolo.

    Sinceramente non capisco perchè se partecipa Prodi (tanto per dirne uno, sia chiaro)deve sedersi in prima fila e, quasi sicuramente, un vero amico del tenore deve invece stare tre ore in fila per poi assistere al rito fuori dalla chiesa.

    Sinceramente sono cose che non compatisco. Un po’ come chiamare al matrimonio gente che non conosci.

  5. ash66 settembre 13, 2007 a 10:04 am #

    ti ringrazio. Non sono uno dei partecipanti più attivi ma vi seguo sempre con piacere e soprattutto ho ben presenti gli sforzi quotidinani per far crescere la “comunità” (e di conseguenza mi dispiace vederli travisati).

    sai bene inoltre che sono un assoluto estimatore del genere commedia. Infatti sarebbe bastato citare sin dall’inizio la strepitosa fonte di quell’affermazione per dare un senso totalmente diverso al tutto.

    Purtroppo capisco che far comprendere a pieno l’intento ironico è uno dei problemi “storici” della satira.

    Secondo me basterebbe solo contestualizzare il tutto: è ciò che fa la differenza tra un “vaffanculo” e 50.000 vaffanculo tirati in contemporanea a Bologna.

    ciao ed alla prossima.

Lascia un Commento