“quando a un popolo neghi la figa, generi preti, finocchi o segaioli…”
7 giu
Incredibile ma vero, è accaduto anche questo. Come riferisce la Gazzetta di Modena di domenica 6 giugno 2007, a Vignola, in barba ai più elementari capitoli del giusnaturalismo, è stata negata la figa ai vignolesi. Ma come è possibile non concedere un pezzo di strada al sabato sera, cioè quando non lavora nessuno, per il gusto di sopprimere una “sfilata di moda”? Si sa che queste manifestazioni non sono altro che un trionfo (ahimé effimero) delle bellezze locali, e proprio per questo vanno incentivate, almeno per tutti coloro che come me la pensano un po’ all’antica.
E’ un modo elegante e ufficioso per ammirare la crescita della popolazione in termini qualitativi, per conoscere le cose che l’anagrafe comunale non dice. E invece ci ritroviamo a commentare un goffo quanto fuori luogo “gran rifiuto”, che altro non provoca se non grigiore e noia. Se mai il responsabile di questo atto proibizionistico leggesse queste righe, vorrei soltanto dirgli che il suo intervento è stato di una incredibile miopia politica. Un tempo il popolo si accomodava con panem et circenses. Oggi si basterebbe solo un po’ di fica. Ma anche questa è negata. Ci rimangono solo le tasse! O l’anarchia.
E poi ci lamentiamo che a vignola non c’è un cazzo…manco la figa c’è!
se lavora e se fatica pe a panza e pe a fica!
W la figa