Contrappunto jazzistico a Vignola

28 mag

Il Resto del Carlino di sabato scorso ha dato spazio alla polemica del consigliere Leonardo Ceci riguardo ai costi della manifestazione Jazz in’It.

Bisogna tener conto che le attività culturali ricercate vanno in qualche modo promosse, perchè quelle commerciali già si promuovono da sè, e spesso sono proprio i grandi autori che, letteralmente, ne fanno le spese … ricordiamo che anche Federico Fellini, negli ultimi anni di vita, alla fine degli ’80, quando imperversavano film di bassa qualità ma di cassetta, è stato costretto a rinunciare a realizzare molti suoi progetti.

Quello che bisogna fare secondo noi però è investire sugli eventi importanti, per es. musicali e cinematografici, nell’intento di svolgere una funzione di buona educazione rispettivamente all’ascolto e alla visione che, se lasciati esclusivamente all’(il)logicità del mercato, si livellerebbero necessariamente verso il basso.

Alcuni artisti che hanno partecipato al festival Jazz In ‘It nelle scorse edizioni hanno grande fama a livello internazionale, come nel 2005 Stefano Bollani ed Enrico Rava , di cui potete ammirare questo filmato da un’altra esibizione:

Se però guardiamo, senza andare a quelle precedenti, anche solo le edizioni successive di questi ultimi anni, Jazz In ‘It ha fatto arrivare a Vignola spesso musicisti non interessanti e senza riconoscimenti, fino ad arrivare a imbastire serate solo con di musicisti di Vignola e dintorni, con evidente scadimento di qualità.

I prezzi dei biglietti, per una manifestazione che ha grandi contributi pubblici, sono oltremodo esosi e inspiegabili.

La vera questione, quindi, su cui occorre vigilare, è che bisogna concedere i finanziamenti solamente agli eventi davvero di qualità, cosa che molte volte non è stata fatta, scialacquandoli in favore del primo esperimento e non di manifestazioni certificate da successo e qualità.

La priorità per dare i finanziamenti, comunque, va sempre data ai servizi culturali che interessano quotidianamente i cittadini, come la biblioteca, su cui spesso si è appuntata, e ricadrà necessariamente, l’attenzione di Vignolaperme.

Soprattutto, bisogna che l’amministrazione dia altrettanti finanziamenti alle realtà e associazioni culturali sul territorio, dalle casse non di certo pingui e dalle quali giungono molte richieste di aiuto, e che lodevolmente, per un puro interesse culturale, in maniera costante organizzano attività pregevoli e con riscontro di pubblico.

3 Risposte to “Contrappunto jazzistico a Vignola”

  1. wiren maggio 28, 2007 a 1:25 pm #

    Bravo Lorenzo, hai perfettamente ragione.

    Certo che l’opposizione veramente si sta specializzando nell’affrontare questioni senza alcuna importanza o comunque per lo più infondate.

    Su JIT c’è poco da dire, deve solo continuare così e migliorare sempre più.

    Forse le trombe e i sassofoni danno fastidio a chi abita in centro storico così come i piccioni :-) ?

  2. moretto maggio 28, 2007 a 4:55 pm #

    forse con questo commento mi tirerò addosso un sacco di critiche, ma secondo me a Vignola si spendono anche troppi soldi per la cultura! Non che ci dobbiamo trasformare in un paese di trogloditi analfabeti attaccati solo al televisore ma quello che sta succedendo negli ultimi anni mi sebra un po’ eccessivo per le casse del nostro “povero” comune! Abbiamo più fondi a bilancio noi per avvenimenti culturali che città come Bologna, Roma e Milano (ovviamente in proporzione…)! Tutti i giorni dell’anno c’è un avvenimento! C’è una dispersione a pioggia dei soldi! Secondo me meglio 4/5 manifestazioni coi fiocchi (magari con un target un po’ più ampio) che 150 eventi minori! E magari ci rimangono anche dei soldi! E vai di commenti..;-)

  3. milesbennel giugno 11, 2007 a 10:23 am #

    Caro moretto, rivediti “Roger and Me” di Michal Moore, purtroppo non doppiato in Italia (che assurdo!) e disponibile solo in lingua originale con sottotitoli.

    Questo film mostra come, dopo che la General Motors aveva chiuso gli stabilimenti della città di Flint, facendo piombare tutti nella misura più nera, vi sia stata una invasione di attori, personaggi pubblici, cantanti, esponenti della “cultura”, tutti diretti ad addolcire la pillola ai poveri abitanti di Flint.

    E’ esattamente quello che sta succedendo a Vignola, dove ci sono i concerti di musica classica della funzione, gli oboi, il jazz (che a me piace tantissimo, ma mi limito a comperare qualche cd senza rompere il cazzo a nessuno), le conferenze e i divertimenti ma dove se hai bisogno di un servizio sanitario, di un tribunale, di una gespro anche solo per pagare dei soldi che ti chiedono per NON darti dei servizi non trovi un CAZZO.

    Certo che si spendono troppi soldi per la cultura, almeno finchè saremo un paese – dormitorio come siamo ora, che è inutile cercare di abbellire con qualche verniciata di “cultura” sopra.

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